Le calze antitrombo (o antiemboliche) sono uno dei presidi più prescritti dopo un intervento chirurgico e nei periodi di ridotta mobilità. In questa guida spieghiamo a cosa servono, come indossarle correttamente e quando toglierle, rispondendo alle domande più frequenti. Le informazioni hanno scopo divulgativo: segui sempre le indicazioni del tuo medico.
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Cosa sono e a cosa servono
Le calze antitrombo esercitano una compressione preventiva (in genere intorno ai 18 mmHg) che favorisce il ritorno del sangue venoso verso il cuore e riduce la stasi nelle gambe. Servono a prevenire la trombosi venosa profonda (TVP) quando si è costretti all’immobilità: dopo un’operazione, durante la degenza a letto, in gravidanza a rischio o nei viaggi molto lunghi.
Come si mettono le calze antitrombo
Vanno indossate a gamba asciutta, preferibilmente al mattino quando le gambe sono meno gonfie:
- Infila la mano nella calza e afferra il tallone dall’interno;
- Rovescia la calza fino al tallone;
- Posiziona la punta del piede e fai aderire il tallone;
- Srotola con delicatezza la calza verso l’alto, distribuendo il tessuto senza pieghe né arricciamenti.
Chi ha difficoltà a piegarsi può usare un infilacalze, che facilita l’operazione ed evita sforzi alla schiena.
Quando togliere le calze antitrombo dopo un intervento
Si indossano per tutto il periodo di ridotta mobilità indicato dal chirurgo: in genere dai giorni successivi all’intervento fino alla ripresa di una normale deambulazione. La durata esatta dipende dal tipo di operazione e dal rischio individuale, ed è il medico a stabilirla.
Le calze antitrombo si tolgono di notte?
Nel periodo post-operatorio o di allettamento di norma si tengono anche di notte, proprio perché il rischio trombotico è legato all’immobilità prolungata. Vengono rimosse solo per l’igiene quotidiana della gamba o su diversa indicazione del medico.
Differenza con le calze a compressione graduata
Le calze antitrombo hanno uno scopo preventivo in situazioni di immobilità; le calze a compressione graduata terapeutiche trattano invece patologie venose (vene varicose, insufficienza venosa) con una compressione più elevata e suddivisa per classi (CCL1-CCL3).
Manutenzione
Lava le calze a mano o in lavatrice a bassa temperatura, senza ammorbidente, e falle asciugare lontano da fonti di calore per preservarne l’elasticità e la compressione.
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